NUTRIZIONE ARTIFICIALE: UNO SCUDO CONTRO MALNUTRIZIONE E SARCOPENIA

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In questa parentesi approfondiamo il tema dalla malnutrizione con una panoramica generale sulle possibili soluzioni e in particolare sui supporti nutrizionali e la nutrizione artificiale. Ne parliamo qui per sfatare alcuni miti negativi e per spiegare, con l’aiuto di un medico professionista, quali importanti vantaggi possono portare durante le fasi difficili delle cure.

In questo approfondimento:

  1. Supplementi e nutrizione artificiale: quando e perchè
    • I supplementi nutrizionali
    • Gli immunonutrienti
    • La nutrizione artificiale
  2. Chi è il medico di riferimento?
  3. Consiglio

SUPPLEMENTI E NUTRIZIONE ARTIFICIALE: QUANDO E PERCHE’

Quando si parla di alimentazione durante le cure, il primo approccio nutrizionale che viene sempre privilegiato dai medici è l’alimentazione per via orale. L’obiettivo è quello di assecondare i gusti della persona, consigliando i cibi più indicati per far fronte in modo naturale al fabbisogno quotidiano.

Tuttavia come ci spiega il dott. Sukkar, può accadere che, a causa degli effetti collaterali delle terapie, come nausea, vomito, infiammazione delle mucose, la dieta non sia più efficace in termini di quantità. Ecco perché in tutti quei casi in cui non si è in grado di assumere almeno il 70-80% del proprio fabbisogno quotidiano, può essere necessario ricorrere all’uso di “integratori”, meglio definiti supporti nutrizionali orali e in alcuni casi anche alla nutrizione artificiale.

I SUPPLEMENTI NUTRIZIONALI

L’utilizzo dei supplementi nutrizionali deve essere affrontato con grande attenzione ed è sempre necessario assumerli sotto consiglio medico. Esistono infatti supplementi nutrizionali orali di vario genere che hanno delle composizioni chimiche diverse in relazione al bisogno specifico. Ad esempio chi ha una maggiore carenza di aminoacidi necessiterà di supporti ricchi di proteine o di aminoacidi; mentre saranno necessari supplemnti diversi per chi ha necessità di una supplementazione energetica. Per questo è importante che questa valutazione venga fatta sempre da un medico.

GLI IMMUNONUTRIENTI

Negli ultimi vent’anni, inoltre, sono stati studiati quelli che vengono definiti come farmaconutrienti. La farmaco nutrizione consiste nel somministrare determinati immunonutrienti costituiti da arginina (un aminoacido), acidi grassi omega3 (acidi grassi particolari, analoghi ai grassi del pesce) insieme con altre sostanze.

L’importanza degli immunonutrienti è data dal fatto che, come è stato provato da studi scientifici, porta a una riduzione netta delle complicanze dopo l’intervento chirurgico. Per questa ragione oggi è fortemente indicata dalle linee guida internazionali quasi come obbligatoria per il corretto trattamento chirurgico.

LA NUTRIZIONE ARTIFICALE

Al lato della supplementazione esiste anche la nutrizione artificiale. Tante persone ne sono spaventate e la considerano come un brutto presagio. Non è così. Sicuramente nel passato la nutrizione artificiale veniva fatta a chi non poteva più alimentarsi.

Attualmente, invece, la nutrizione artificiale deve essere considerata un supporto estremamente utile soprattutto durante le fasi, cosiddette attive, di terapia. Ovvero quando ci sono delle complicanze. Per chi si sottopone a chemioterapia, ad esempio, le complicanze possono essere causate da fenomeni importanti di diarrea, nausea, vomito che impediscono di mantenere uno stato nutrizionale adeguato.  Per chi affronta la radioterapia al collo l’edema della gola, cioè l’aumento di spessore dovuto all’infiammazione, può non consentire di alimentarsi bene. In questi casi la nutrizione artificiale rappresenta un aiuto efficace, essenziale e curativo e consente alla persona di portare a termine tutti i trattamenti preservando la qualità di vita.

Quando si parla di nutrizione artificiale si distingue tra la nutrizione parenterale ed enterale. La differenza fra le due consiste nel modo di somministrazione.

E’ quella che viene fatta per vena con quelle che vengono chiamate “sacche”. Può essere fatta in day hospital o al domicilio. L’aspetto positivo è che può portare dei vantaggi in 2- 3 settimane permettendo alla persona che la riceve di uscire da una situazione di impasse, di debolezza, di perdita di forza rientrando così nella possibilità di essere curata.

La nutrizione enterale viene somministrata invece con un sondino o con la peg ovvero un tubino che viene introdotto come un imbuto all’interno dello stomaco. Viene utilizzata quando la via digestiva alta è bloccata. Può essere un percorso breve della durata di 1-2 mesi che, come già detto anche prima, consente realmente di riprendere forze riuscendo a reagire contro il tumore in maniera essenziale.

CHI E’ IL MEDICO DI RIFERIMENTO?

Lo specialista deputato alla valutazione del percorso diagnostico terapeutico, ovvero diagnosi, terapia e integrazione nutrizionale di chi ha un tumore, è il medico nutrizionista e il dietista specialista nel settore oncologico.

CONSIGLIO

Se durante le terapie ti rendi conto di non riuscire ad alimentarti adeguatamente a causa di vomito, diarrea, alterazione del gusto o altri effetti collaterali chiedi aiuti al medico. La valutazione dello stato nutrizionale è importante per evitare il rischio di malnutrizione e sarcopenia che potrebbero rallentare le cure.


FraParentesi in collaborazione con il Prof. S. Sukkar Resp.le U.O.D. Dietetica e Nutrizione Clinica PoliclinicoSan Martino di Genova IRCCS per l’Oncologia e la Neurologia

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