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CANCRO E ATTIVITA’ FISICA: COME COMPORTARSI?

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Se la malattia non dipende da noi, e ci fa sentire alla mercé di tutti quanti si occupano delle nostre cure, la pratica di una attività fisica, al contrario, dipende da noi, e può essere una opportunità per occuparsi del corpo in modo diverso.
Inoltre è un’occasione per iniziare consapevolmente un percorso di modifica di alcune nostre abitudini, di scoprire un nuovo modo di muovere il corpo o di provare qualcosa di nuovo e desiderato.

 

11 BUONI MOTIVI PER INZIARE UN’ATTIVITA’ FISICA COSTANTE

I benefici dell’attività fisica si sono dimostrati trasversali a tutte le fasi della malattia. Infatti, svolgere un’attività fisica costante (almeno 3 volte alla settimana per 10 minuti inizialmente per arrivare al raggiungimento di 55 minuti) aiuta a:

  1. Ripristinare e migliorare la funzionalità fisica, la capacità aerobica, la forza, la flessibilità
  2. Migliorare la composizione corporea (cioè il rapporto tra massa magra e massa grassa) e l’immagine corporea, fondamentale soprattutto dopo interventi chirurgici che mettono in discussione l’immagine di sé
  3. Controllare il peso, importante soprattutto per chi necessita terapia cortisonica, terapia ormonale, o prolungata inattività da ospedalizzazione
  4. Ridurre il rischio di sviluppare una recidiva
  5. Ridurre, migliorare o prevenire gli effetti collaterali, anche a lungo termine delle terapie oncologiche (fatigue, nausea, dolori articolari, osteoporosi, sudorazioni, atrofia muscolare)
  6. Migliorare il compenso cardiovascolare, respiratorio, digestivo, la tolleranza glucidica e la composizione ossea
  7. Migliorare la qualità del sonno
  8. Ridurre gli effetti dello stress (carico allostatico) sia sull’organismo sia sulla psiche
  9. Recuperare la consapevolezza del proprio corpo (cioè della sua collocazione nello spazio attraverso il sistema propiocettivo e migliorando di conseguenza uno dei sistemi che concorre all’equilibrio e diminuendo il rischio di cadute)
  10. Mantenere un buon grado di autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana
  11. Prevenire o ridurre l’ansia e la depressione

• Per chi già svolge un’attività fisica o uno sport, è indicato proseguire quest’attività riducendo durante le terapie il livello di intensità per riportarlo appena possibile a quello precedente
• Per chi non ha mai praticato, è bene iniziare sin dal momento della diagnosi.

QUALE ATTIVITA’ FISICA PRATICARE SE SI HA UN CANCRO?

In genere, quando le persone sentono la parola “esercizio fisico”, immaginano faticose sedute in palestra e training estenuanti. In realtà l’attività fisica può anche essere gentile, divertente e allo stesso tempo ugualmente efficace.

E’ opportuno, nello scegliere l’attività fisica, parlarne con un professionista (medico, fisioterapista esperto per malattia oncologica, professionisti delle discipline sportive o orientali esperti nell’uso delle stesse per la salute) che conosca le cure a cui vi state sottoponendo o che dovrete fare e i possibili effetti collaterali sul vostro organismo (ossa, apparato cardiovascolare, respiratorio, strutture connettivali, fatigue), in modo che possa consigliarvi un’attività benefica e con i minori rischi.

Per esempio, chi andrà incontro a osteoporosi è bene che non esegua attività ad alto impatto e con contatto fisico. Chi è portatore di cateteri invece, è bene che non esegua attività fisica in acqua e di gruppo.
Esistono situazioni in cui è bene sospendere l’attività fisica, come l’anemia, ma anche in questi casi, è possibile a casa eseguire delle attività più semplici, a bassissimo impegno cardiovascolare, come la meditazione camminata o esercizi seduti su sgabello o in posizione sdraiata (per esempio il Gyrokinesis o il Feldenkrais).

SULLA SCELTA DELL’ATTIVITA’ FISICA SPAZIATE!

  • discipline atletiche
  • discipline collegate alla danza, al ballo, alla zumba
  • il ping pong o il tiro delle freccette
  • la camminata veloce
  • il canto (che anche se non è un esercizio fisico vero e proprio aiuta per la respirazione, il controllo del diaframma, il drenaggio linfatico e soprattutto è divertente e sempre con voi)
  • lo yoga
  • il pilates
  • il nordic walking
  • il nuoto e le discipline acquatiche
  • le discipline orientali come il tai chi per esempio, sono inoltre ormai presenti in molti protocolli di cure integrate in quanto agiscono con minore carico cardiovascolare e con benefici a livelli più profondi e integrati (equilibrio) con risultati clinicamente dimostrabili nelle più svariate patologie e con riduzione anche degli effetti dello stress

Anche all’interno di queste discipline, però, è bene essere consigliati da un esperto e avere l’avvallo del proprio medico curante in quanto non tutte sono benefiche in questa parentesi se non eseguite correttamente o con adeguati accorgimenti.

 

COME ESEGUIRE IL PROGRAMMA DI ATTIVITA’ FISICA

SE GIA’ PRATICAVATE UN’ATTIVITA’ FISICA

Chi già praticava un’attività fisica, eventualmente anche a livello agonistico, è bene che prosegua con la stessa. Probabilmente, soprattutto durante il periodo della terapia, non sarà in grado di affrontare allenamenti della stessa intensità. Siate indulgenti con voi stessi accettando la temporanea riduzione dell’allenamento, riportandolo appena possibile ai livelli abituali.

Durante le terapie, sarebbe opportuno praticare attività fisica almeno 3 volte alla settimana per 30 minuti.

SE NON AVETE MAI PRATICATO UN’ATTIVITA’ FISICA O SE AVETE IMPORTANTI EFFETTI COLLATERALI

E’ opportuno iniziare più gradualmente e cioè:
Iniziare con 5 minuti, 2 volte al giorno
• Quando sarete in grado di camminare per 5 minuti senza affaticarvi, aggiungere 2 ulteriori minuti
• Continuate ad aggiungere 2 minuti alla vostra attività una volta alla settimana fino a che non sarete in grado di camminare 30 minuti ogni volta, fino al raggiungimento di 150 minuti alla settimana suddivisi in 3 giornate.

Alcune attività possono anche essere associate.
Per esempio potete sceglie di praticare un’attività collegata alla danza in palestra e a casa eseguire la meditazione camminata o la camminata nordica per pochi minuti ma più volte al giorno.
Nei momenti in cui vi sentite molto affaticati l’importante è mantenere il corpo in movimento anche per pochi minuti ogni ora. Per questo si prestano attività come la camminata o il tai chi che, una volta appresi nella modalità corretta con l’istruttore, possono essere eseguiti a casa.

 

QUALI PRECAUZIONI PRENDERE?

  1. Condividete con il vostro medico di fiducia prima di iniziare un’attività fisica.
  2. Riferite al vostro medico se compaiono:
  • Dolore dietro allo sterno o alla bocca dello stomaco e/o nausea durante l’esercizio fisico
  • Vertigini
  • Caduta o sensazione di instabilità
  • Importanti lividi
  • In corso di febbre
  • Dolore durante la deambulazione
  • Sudorazione profusa
  • Alterazioni della diuresi (sia in senso di riduzione marcata o aumento marcato)
  • Tosse/mancanza di fiato

Soprattutto durante la chemioterapia tenete queste precauzioni in mente:

  • Se siete estremamente stanchi, anemici o soffrite di atassia, non praticate esercizio fisico
  • Se avete i livelli dei leucociti bassi non partecipate ad attività fisiche in palestre, piscine, studi o spazi frequentati da molte persone finchè i globuli bianchi non sono risaliti a livelli sicuri
  • Se soffrite di neuropatia periferica da chemioterapici (formicolio e indolenzimento), controllate di abbassare il vostro rischio di caduta o di farvi male; può essere utile in questo caso allenarvi con una persona che vi tenga in sicurezza
  • In caso di problemi all’apparato osseo (osteoporosi da terapia, metastasi), quando il rischio di frattura aumenta, potrebbe essere necessario ridurre l’intensità dell’attività fisica e non praticare attività con contatto
  • Nel caso abbiate eseguito terapie con effetti cardiotossici potenziali, informatevi dal vostro medico sulla durata di questi effetti collaterali e sulle modifiche del programma di esercizio necessario prima di intraprendere qualsiasi attività fisica

E’ sempre bene comunque informarsi dal proprio medico circa l’intensità e i tempi d’incremento dell’attività fisica che state svolgendo.

Nel caso fosse stata posta diagnosi di linfedema, ci sono delle ulteriori precauzioni che vanno prese prima di intraprendere un’attività fisica, come il portare una fascia compressiva o evitare alcuni tipi di esercizi.

TIPS

• Parla con il tuo medico circa il tuo desiderio di praticare attività fisica
• Scegli un’attività che ti diverta e ti rallegri
• Se vuoi scegli un compagno
• Parla con altre persone che hanno avuto il cancro
• Ascolta della musica mentre fai l’attività che hai scelto
• Alterna attività fisiche diverse (riduce il rischio di abbandono)
• Fai riferimento a uno specialista dell’attività fisica che possa consigliarti
• Persegui obiettivi che tu possa raggiungere


Dr.ssa Luisa Scaglia – Medico chirurgo

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