DIAGNOSI DI TUMORE: COME COMUNICARLA AL PARTNER

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Comunicare la diagnosi di tumore al partner di sempre o all’interno di una nuova relazione è un tema delicato ma fondamentale perchè il benessere femminile, anche in situazioni di malattia, è strettamente correlato  alla qualità delle relazioni.

Il modo in cui si affronta la condivisione della malattia e delle sue difficoltà dipende da tanti fattori, non ultimo dalle modalità personali con cui  si vive in generale la realtà relazionale e di coppia.

 

COMUNICARE LA DIAGNOSI DI TUMORE AL PARTNER IN UNA RELAZIONE STABILE

Tra coloro che hanno una vita relazionale di coppia, gestire la malattia oncologica con il proprio partner presenta diverse sfumature.
Dipende da come vi relazionate abitualmente e in situazioni di difficoltà:

  • c’è chi condivide con l’altro i singoli dettagli della propria vita
  • c’è chi si affida e si appoggia all’altro come fonte di supporto
  • c’è chi cerca di contare sempre e soltanto su se stessa
  • c’è chi rivela all’altro poco di sé riconoscendosi in una modalità di estrema riservatezza, ecc.

Tuttavia, la malattia oncologica costituisce un fatto con caratteristiche peculiari rispetto ad altri eventi critici che si affrontano nella vita. Ricevere una diagnosi di tumore è un’esperienza intrisa di paura, angoscia  e incertezza e caratterizzata da molte trasformazioni dettate dalle conseguenze della malattia e delle cure. Tra queste, pensate per esempio ai cambiamenti degli obiettivi di vita, nel lavoro, nella relazione con il partner.

L’esperienza della malattia ha per ciascuna di voi, e di coloro che vi stanno vicino, un significato che impatta sulla modalità con cui si gestiscono aspetti pratici ed emotivi durante il periodo di cura  e, di conseguenza,  sul proprio quotidiano.
Il coinvolgimento del partner nella gestione pratica ed emotiva della malattia riveste quindi un’importanza fondamentale. E può essere davvero determinante informarlo fin dalle primissime fasi della malattia di ciò che vi sta accadendo.

 

CONSIGLI SU COME AFFRONTARE L’ARGOMENTO

Di seguito alcuni consigli su come affrontare l’argomento a seconda del tipo di abitudine al confronto e alla gestione delle emozioni che ognuna di voi sperimenta con il proprio partner.

 

Questo passaggio sarà più facilmente accessibile e spontaneo per chi tra voi ha abitualmente un ampio margine di condivisione con il partner, nelle piccole e grandi cose.
Informare fin da subito il partner della diagnosi di tumore favorisce, tra le altre cose, la comprensione delle vostre emozioni e paure e vi permette di percepirlo come una risorsa, di sentirvi meno sole nell’affrontare un sentiero impervio.
Di contro, il partner non si sentirà escluso da un momento della vostra vita che in realtà riguarda e coinvolge entrambi.
Condividere favorisce in voi la possibilità di percepire la vicinanza dell’altro e viceversa. In tutto questo bisognerà però prevedere che il margine di sofferenza del vostro partner potrebbe essere altrettanto elevato e necessiterà di essere accolto e gestito.
In caso di particolari criticità, troverete aiuto all’interno dell’equipe curante dove è prevista la figura dello psicologo che potrà supportarvi nel gestire le difficoltà individuali, oppure del partner o della coppia durante tutto il percorso di malattia.

 

Lo stesso passaggio di comunicazione al partner sarà necessario e comunque inevitabile se la vostra tendenza è quella di affidarvi delegando scelte e decisioni, alimentando e consolidando così un legame di forte dipendenza. Infatti potrebbe accadere che l’elemento della coppia più “forte” emotivamente, difficilmente condividerà con voi la sua sofferenza per non appesantire il vostro carico.
Importante allora che intorno al vostro partner possa strutturarsi una rete relazionale (amici o famigliari) che rappresenti una sorta di cuscinetto emotivo. Sempre e comunque potrà inoltre trovare ascolto tra i professionisti dell’equipe medica in caso di particolari criticità.

In questi casi spesso si osserva un’asimmetria tra i due membri della coppia, dove il vostro partner tenderà ad assorbire il carico pratico ed emotivo che gli delegate, consapevoli entrambi della vostra difficoltà ad elaborare le emozioni in uno spazio mentale individuale e a maturare decisioni in autonomia.
Inoltre, sarà principalmente il partner a farsi carico degli aspetti organizzativi della vostra vita famigliare, degli impegni legati al percorso di cura (appuntamenti, visite, .ecc) laddove la vostra delega tenderà ad essere piena.
Anche in questa condizioni non va sottovalutato l’impatto emotivo di tutto questo sul vostro partner. Sempre e comunque potrà inoltre trovare ascolto tra i professionisti dell’equipe medica in caso di particolari criticità.

 

All’interno della coppia dobbiamo anche prendere in considerazione l’eventualità che il vostro partner rappresenti l’elemento emotivamente più fragile.
Sono i casi in cui più spesso alcune tra voi preferirebbero non parlare al partner della diagnosi di tumore o della malattia nel tentativo di proteggerlo o temendo che non riesca a farsi carico dell’angoscia che accompagna il percorso di cura.
Non comunicare però è tendenzialmente un errore, impedisce  di relazionarsi in un clima di spontaneità e non consente l’elaborazione dei vissuti. Non dire vi imporrebbe inevitabilmente di fingere una condizione molto diversa da quella della realtà, con dei costi emotivi inestimabili.
Piuttosto, sarà importante e necessario valutare cosa dire e cosa omettere di dire, considerare cosa il partner può emotivamente sostenere e cosa no. Ma sicuramente, qualche informazione sarà necessario trasmetterla, fin dalle primisse fasi della malattia in diagnosi, perchè solo così nel partner potrà farsi strada l’elaborazione dei vissuti associati alla malattia. Consigliamo, per esempio, di scegliere un luogo che più rappresenta uno spazio confortevole e all’interno del quale entrambi possiate sentirvi a vostro agio per comunicare e accogliere questa informazione e lasciare spazio alle vostre emozioni.

 

A volte, si osservano situazioni in cui una persona vorrebbe mantenere ciò che sta accadendo in uno spazio soggettivo confinato, senza condividerlo col partner.
Il desiderio di isolarsi da tutto ciò che ci circonda rappresenta una sorta di fuga dalla realtà nel tentativo di negare la sofferenza derivante dalla diagnsoi di tumore, oppure un reale desiderio di protezione nei confronti dell’altro.
In ogni caso questo comportamento di isolamento affettivo rischierebbe di appesantire il vostro carico emotivo e di privarvi di energie che invece è utile canalizzare in altre direzioni con valenza più sana. Utile quindi, eventualmente anche attraverso un aiuto psicologico mirato, il coinvolgimento del partner nel vostro percorso al fine di fare squadra nell’affrontare le difficoltà e le decisioni.


In questo spazio abbiamo cercato di riassumere alcune delle situazioni più comuni e nelle quali molte di voi potranno riconoscersi vivendo una relazione di coppia stabile o di lunga durata. Ricordiamo che qualunque sia la tipologia relazionale in cui vi riconoscete, non sottovalutate comunque la possibilità di rivolgervi allo psicologo per ricevere un aiuto mirato a gestire la comunicazione della diagnosi di tumore con il vostro partner.

 

COMUNICARE LA DIAGNOSI AL PARTNER ALL’INTERNO DI UNA NUOVA RELAZIONE

Diverso il quadro per chi vive da poco tempo una relazione di coppia o per chi si sta avvicinando ad una nuova relazione e la diagnosi di tumore sconvolge lo scenario di vita.

Una relazione iniziata da poco tempo vede i suoi protagonisti impegnati in un percorso di conoscenza reciproca, nuovi progetti cominciano a prendere forma.
La malattia irrompe in un clima di investimento affettivo che ne rimane sconvolto.
La paura è tale da mettere talvolta in fuga i protagonisti, timorosi di non avere risorse sufficienti per affrontare un percorso condiviso o di dover rinunciare a sogni e desideri (pensiamo ad esempio ad un desiderio di maternità che rischia di non potersi realizzare per gli esiti della malattia o delle terapie oncologiche).

In questi casi è comunque importante che entrambi i membri della coppia creino la condizione per poter dire e affrontare ciò che si teme, i dubbi e le incertezze, prima di maturare decisioni e scelte definitive che escludano l’altro dalla consapevolezza di ciò che sta accadendo.
In tanti casi la condivisione della malattia segna l’inizio di un lungo cammino a due con esiti favorevoli, si traduce in un percorso di crescita molto solido seppur non privo di ostacoli e criticità. Tale percorso è indicativo di un atteggiamento di apertura e disponibilità ad accogliere con fiducia ciò che il futuro riserva.
Rimane sempre valido il consiglio di comunicare la diagnosi al nuovo partner fin dall’inizio e di considerare la possibilità di rivolgervi allo psicologo all’interno della vostra équipe curante per ricevere un aiuto mirato a gestire la comunicazione con il vostro partner.


Dr.ssa Michela Donini – Psicologa e psicoterapeuta

  • BIBLIOGRAFIA

    Kayser K. e Scott J.L. (2010) Affrontare il tumore femminile. Ed. Franco Angeli
    Mencaglia E. (2015) I dubbi di lui. Humanitas Rubriche

    FILMOGRAFIA

    Ferzan Ozpetek  (2014) Allacciate le cinture,

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