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LICENZIAMENTO E MALATTIA: COME OTTENERE L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE

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Pur essendoci delle tutele sul lavoro a favore dei malati oncologici, talvolta si possono verificare casi di licenziamento per superamento del periodo di assenza per malattia, il così detto periodo di comporto.

In questo articolo ci soffermeremo:

  • sull’indennità riconosciuta in caso di licenziamento: la Naspi
  • su tutto ciò che bisogna sapere per potervi accedere
  • sulle caratteristiche di questa indennità.

PERIODO DI COMPORTO:  OCCHIO AL PROPRIO CONTRATTO

E’ bene chiarire subito che il periodo di comporto, cioè il diritto del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro e il conseguente divieto di licenziamento al datore di lavoro, non è uguale per tutti i lavoratori.

Questo periodo, infatti, viene stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicato al rapporto di lavoro. Per questo è importante avere sempre sottomano il contratto di lavoro con gli accordi per i periodi malattia.

Una volta superato il periodo di comporto, il datore di lavoro ha il diritto di licenziare.

LICENZIAMENTO E INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE (NASPI)

Il licenziamento per superamento del periodo di comporto dà diritto ai lavoratori dipendenti all’accesso all’indennità di disoccupazione. Recentemente questa indennità è stata denominata NASPI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego).

REQUISITI FONDAMENTALI PER ACCEDERE ALLA NASPI

Per essere certi che il licenziamento dia diritto all’indennità di disoccupazione NASPI, bisogna   verificare che nei 12 mesi precedenti alla data di licenziamento si possano calcolare:

  • almeno 30 gg di effettivo lavoro
  • 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti il licenziamento.
CALCOLO GIORNI EFFETTIVI
*Le giornate di lavoro effettivo sono le giornate di presenza al lavoro a prescindere dalla durata oraria.  Sono indicate nel flusso mensile UNIEMENS – con i quali i datori di lavoro trasmettono i dati retributivi e contributivi – col codice “S”.

Tuttavia i casi elencati di seguito comportano un aumento dei 12 mesi in cui ricercare i 30 giorni di lavoro effettivo. L’aumento del periodo è pari alla durata degli stessi eventi:

1. malattia e infortunio sul lavoro nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro (ovviamente nel rispetto del minimale retributivo);
2. cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
3. assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità.

CALCOLO SETTIMANE DEI CONTRIBUTI

Contributi utili si intendono, a titolo di esempio, anche i contributi figurativi accreditati:

  • per maternità obbligatoria, se all’inizio del periodo di astensione risulta già versata contribuzione
  • per i periodi di congedo parentale, purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro
  • per i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni di età, nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare.

Contributi non utili si intendono, anche se coperti da contribuzione figurativa:

  • i periodi di cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore
  • i periodi di assenza per permessi e congedi fruiti dal lavoratore per assistere un soggetto con handicap in situazione di gravità, che sia coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella convivente.

Essendo periodi non utili al conteggio questi vengono “neutralizzati” ampliando il quadriennio di riferimento.

CARATTERISTICHE DELLA NASPI

La Naspi ha una durata variabile, a seconda di quanto si è lavorato nei 4 anni precedenti il licenziamento. Può arrivare fino ad un massimo di 24 mesi. Più precisamente è pari alla metà del periodo di contribuzione degli ultimi 4 anni.

ESEMPIO:

  • se avete lavorato 4 anni avrete diritto ai 24 mesi
  • se avete lavorato due anni avrete diritto alla NASPI per 1 anno

I periodi possono anche non essere continuativi.

 

E’ compatibile con la pensione di invalidità civile o l’assegno ordinario di invalidità.

NON è compatibile con l’assegno ordinario mensile. Tuttavia si può scegliere di percepire l’uno o l’altra.

Hanno diritto a richiedere la Naspi:

  • i lavoratori dipendenti
  • gli apprendisti
  • i soci di cooperativa che abbiano instaurato un rapporto subordinato.

!SONO ESCLUSI:  i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli.

In genere i contratti collettivi di lavoro prevedono anche un periodo di aspettativa non retribuita. Questo va definito con il datore di lavoro e va sfruttato dopo il periodo di comporto.

 

! Sappiate però che l’assenza sul posto di lavoro per aspettativa non retribuita non dà diritto all’estensione del periodo entro il qualecalcolare le 30 giornate di lavoro effettivo.

! Quindi consigliamo di prestare molta attenzione a questo aspetto. Se dopo l’aspettativa non retribuita non si ha intenzione di rientrare a lavoro, è preferibile che il datore di lavoro proceda con il licenziamento subito dopo il superamento del periodo di comporto. In questo modo si avrà diritto alla Naspi.

 

Per calcolare l’importo dell’indennità Naspi 2017  mensile è necessario avere l’estratto conto previdenziale (reperibile anche attraverso il sito INPS).

 

CALCOLO DELL’INDENNITA’ NASPI

Eseguite la seguente operazione

SOMMA RETRIBUZIONI ULTIMI 4 ANNI : NUMERO SETTIMANE DI CONTRIBUZIONE  X  4,33

QUI è possibile anche consultare il sito dell’INPS per procedere con il calcolo.

 

> Se dal calcolo, la retribuzione mensile è pari o inferiore a 1.195 euro, l’importo dovuto sarà il 75% di questa cifra.

licenziamento e malattia> Se dal calcolo risulta una cifra maggiore (es. 1.500) bisogna aggiungere il 25% della differenza (es. 25% su 305 euro).

Ad ogni modo, l’indennità NASPI non potrà essere maggiore di 1.300 euro al mese. A partire dal 91^ giorno questo importo si riduce del 3%.

 

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Per ottenere l’indennità di disoccupazione, Naspi, bisogna:

  • presentare la domanda all’INPS, per via telematica, entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.
  • dichiarare al centro per l’impiego l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e partecipare a misure di politica attiva del lavoro.

 


Valentina Curatolo – Consulente del lavoro (Albo di Milano)

Ultimo aggiornamento 15/07/2017

 

 

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