TUMORE E IMMUNOTERAPIA: GLI EFFETTI COLLATERALI

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Negli ultimi tre anni, la American Society of Clinical Oncology ha definito nel suo rapporto annuale alcune forme di immunoterapia come i “migliori trattamenti”. Questo approccio medico ha avuto grande successo nella cura di diversi tipi di cancro.

L’immunoterapia è davvero una pratica all’avanguardia, tuttavia non è priva di rischi ed effetti collaterali correlabili alla eccessiva e, talvolta, incontrollata attivazione immunitaria.

IN COSA CONSISTE L’IMMUNOTERAPIA?

L’immunoterapia è tra le prime dieci novità scientifiche dell’anno, secondo la rivista medica Science. Attualmente, è considerata una delle migliori terapie per contrastare la crescita del cancro e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Tale terapia è volta a migliorare la reattività del sistema immunitario, in particolare, riattivando i linfociti quiescenti nella massa tumorale, al fine di attaccare le cellule cancerose.

I tumori al momento trattati con l’immunoterapia nella pratica clinica quotidiana sono:

  • Melanomi
  • Tumori polmonari non a piccole cellule
  • Cancro renale

Inoltre, si stanno studiando gli effetti positivi anche sulle neoplasie degli altri distretti corporei, con risultati incoraggianti nel setting sperimentale.

GLI EFFETTI COLLATERALI DELL’IMMUNOTERAPIA

Nel 90% dei casi, gli studi sull’immunoterapia non evidenziano in maniera adeguata gli effetti collaterali. Pertanto, è di fondamentale importanza cercare di riconoscere i primi eventi avversi, sia da parte di medici che da parte di pazienti e familiari, proprio per l’impiego sempre maggiore che si fa di questo trattamento.

Gli effetti indesiderati dell’immunoterapia dipendono dal tipo di farmaco prescritto e, sebbene generalmente siano lievi, possono anche avere conseguenze più serie.

Gli effetti secondari tendono generalmente a insorgere in maniera molto precoce, quindi tra le prime settimane di cura, fino a tre mesi dopo l’inizio della terapia.

Tra gli effetti secondari più comuni:

Gli effetti indesiderati che si verificano con un’incidenza più rara e sporadica sono:

  • Pancreatite
  • Uveite, cioè un’infiammazione dell’occhio
  • Neuropatie
  • Encefalite
  • Miocardite

Inoltre, si ricorda che gli effetti collaterali si manifestano in circa il 15% dei pazienti, ma la percentuale può aumentare nel caso in cui la terapia preveda l’assunzione di più farmaci.

QUALI SONO LE SPIE DI ALLARME DEGLI EFFETTI COLLATERALI?

La prima comparsa degli effetti indesiderati è, generalmente, connessa con l’insorgenza di:

  • Diarrea
  • Dispnea, cioè difficoltà a respirare
  • Ipotensione, cioè pressione bassa
  • Dolore addominale
  • Confusione mentale
  • Eritema

Alla comparsa di questi sintomi, occorre rivolgersi tempestivamente al proprio oncologo, il quale valuterà se sospendere temporaneamente o interrompere definitivamente la terapia.

La decisione dipenderà dal grado di tossicità espresso.

COSA FARE IN CASO DI EFFETTI COLLATERALI?

L’antidoto principale degli eventi avversi da immunoterapia è il cortisone. I vari corticosteroidi possono essere impiegati per via sistemica (endovena), orale o topica, in base alla sede corporea di insorgenza della problematica e al grado di severità.

Ovviamente, il medico specialista valuterà se la sintomatologia insorta a carico dei vari organi è direttamente correlabile con il trattamento in immunoterapia o se imputabile a cause concomitanti (ad esempio, infettive).

Nelle condizioni in cui gli immunoterapici alterino la funzione di alcuni organi (ad esempio ghiandolare), si deve talvolta ricorrere a terapie sostitutive (ad esempio, ormoni tiroidei in caso di insufficiente produzione autonoma).

In definitiva, comunque, la sintomatologia che può insorgere nei trattamenti di immunoterapia deve essere riferita all’oncologo curante e non bisogna mai ricorrere ai rimedi casalinghi e di autoprescrizione.

 


a cura del Dott. Carlo Pastore, specialista in Oncologia in collaborazione con Pazienti.it

 

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