Piramide alimentare: cos’è e come funziona

0

Questa parentesi è dedicata alla piramide alimentare.

L’alimentazione è un alleato cruciale sia durante le terapie, sia nel follow up. Aiuta a gestire al meglio le cure e a prevenire eventuali recidive. Proprio per questo motivo ogni persona che affronta una diagnosi dovrebbe ricevere un tempestivo screening nutrizionale ed una dieta personalizzata che consideri il tipo di tumore, la condizione fisica, l’età, il sesso ed il trattamento medico che si accinge ad affrontare.

Nonostante questo sia ormai un dato di fatto supportato da numerose pubblicazioni scientifiche l’aspetto nutrizionale del paziente oncologico è spesso trascurato.

Per questo abbiamo deciso di proporre un approfondimento sulla piramide alimentare. Uno strumento immediato, supportato da solide basi scientifiche, che può essere un’utile guida generale da adottare in attesa di un confronto con un nutrizionista con cui personalizzare il proprio regime alimentare al meglio in base ai propri fabbisogni nutrizionali.

Che cos’è la piramide alimentare?

nutrizionista oncologicoLa piramide alimentare è una rappresentazione grafica ideata nel 1992 dal Dipartimento Statunitense dell’Agricoltura (USDA) con l’obiettivo di dare suggerimenti mirati al mantenimento di un’alimentazione corretta ed equilibrata.

Nella piramide sono rappresentati tutti i gruppi di alimenti: frutta e verdura, cereali e derivati, legumi, pesce, carne, uova, latticini, grassi animali e vegetali, zuccheri.

Guardiamola da vicino… Va letta “dal basso verso l’alto”: alla base della piramide si trovano gli alimenti da consumare più frequentemente, in cima quelli da limitare.

Una sana e corretta alimentazione si dovrebbe, quindi, basare sul consumo di alimenti di origine vegetale (cereali integrali, legumi, frutta e verdura) e dovrebbe limitare il consumo di carni rosse, carni processate, zuccheri semplici, alcolici.

In quest’articolo vorremmo focalizzare l’attenzione su un modello pubblicato in un recente studio dal Dott. Salvatore Artale, Direttore dell’Oncologia Medica del Presidio Ospedaliero Busto Arsizio-Gallarate e dalla Dott.ssa Nancy Grillo, nutrizionista dell’Unità Operativa. Il dott. Artale ed il suo Team hanno adattato il modello di Dieta Mediterranea 4.0 al paziente oncologico, in quanto in linea con le raccomandazioni del World Cancer Research Fund (WCRF).

Lo studio fa riferimento a pazienti con tumori neuroendocrini. Le sezioni in rosso presenti nella piramide fanno riferimento ad alimenti controindicati in pazienti con sindrome da carcinoide. Tuttavia, le raccomandazioni più generali possono essere facilmente adottate da chiunque.

Come si legge la piramide alimentare?

Alla base del modello proposto dal Dott. Artale e dal suo Team, troviamo la prima raccomandazione fondamentale: mantenere un peso salutare e mantenersi fisicamente attivi.

piramide alimentare

Artale S. et al. Role of Diet in the Management of Carcinoid Syndrome: Clinical Recommendations for Nutrition in Patients with Neuroendocrine Tumors.

Alla base del modello proposto dal Dott. Artale e dal suo Team, troviamo la prima raccomandazione fondamentale: mantenere un peso salutare e mantenersi fisicamente attivi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica giornaliera e la necessità di:

  • Svolgere un minimo di 150 minuti di attività aerobica di intensità moderata alla settimana
  • Praticare almeno 75 minuti alla settimana di attività fisica intensa.
  • Limitare le abitudini sedentarie (televisione, computer etc)

Sarebbe, inoltre,importante mantenere un Indice di Massa Corporea (Body Mass Index – BMI) compreso tra 18,5 e 24,9 e svolgere quotidianamente attività fisica.

A partire dal gradino successivo troviamo i diversi gruppi di alimenti. Più vicino alla base, ci sono gli alimenti che, salvo controindicazioni segnalate di seguito, possiamo consumare più liberamente, mentre al vertice quelli che è meglio limitare o, come nel caso dell’alcol, vanno eliminati del tutto.

Andrebbero consumati sempre freschi e secondo la stagione. Assicurano il giusto apporto di acqua, fibra, vitamine, sali minerali e antiossidanti. Vanno tuttavia limitati e/o eliminati in caso di disturbi gastrointestinali.

Fonte di carboidrati complessi.

Da limitare e/o eliminare in caso di disturbi gastrointestinali

Fonti di proteine, fibra, grassi “buoni”, vitamine, minerali.

Da limitare e/o eliminare in caso di disturbi gastrointestinali.

Fonti importanti di proteine, fosforo e grassi buoni. Prediligere il consumo di pesce azzurro e i piccola taglia.

 

Importanti fonti di calcio. Vanno tuttavia limitati e o eliminati in caso di disturbi gastrointestinali.

 

Alimenti da consumare occasionalmente.

 

 

Piramide alimentare: come comportarsi rispetto alle quantità?

A questo punto la domanda sorge spontanea…

E le quantità?!

Ci viene in aiuto l’università di Harvard che ha corredato la piramide alimentare con l’Health Eating Plate Il piatto del mangiare sano con l’obiettivo di rappresentare la giusta composizione di un piatto bilanciato. Anche in questo caso va ricordato che si tratta di regole generali che vanno personalizzate sulla base dei propri obiettivi nutrizionali da concordare con il nutrizionista.

piramide alimnetare piatto del mangiare sano

HSPH Healthy Eating Plate

La piramide alimentare vegana: è completa?

L’Università tedesca di Gießen ha sviluppato una piramide alimentare ad hoc per aiutare chi mangia vegano ad assumere tutte le sostanze più importanti. Il principio in questo caso è quello di calcolare l’apporto di nutrienti su un piano alimentare di 14 giorni.

L’elaborazione della piramide alimentare si è concentrata in particolare sulle sostanze più “critiche”, vale a dire quelle che potrebbero risultare carenti in un regime di questo tipo, come:

  • proteine
  • acidi grassi Omega-3 a catena lunga
  • vitamina D
  • riboflavina
  • vitamina B12
  • calcio
  • ferro
  • zinco
  • iodio
  • selenio

Il parere dell’AIRC

Secondo l’AIRC, la cucina vegana non è bilanciata dal momento che esclude qualsiasi prodotto di origine animale. I vantaggi sono scarsi. Il diminuito rischio di cancro, obesità e malattie cardiovascolari, sono tutti risultati che si possono ottenere anche con una dieta bilanciata.

Si possono, inoltre, verificare gravi deficienze di vitamina B12 e di ferro. La carenza di vitamina B12 può dar luogo a malattie del sistema nervoso e predispone all’Alzheimer, mentre la carenza di ferro provoca anemia.

Gli integratori, a cui è necessario ricorrere in questi casi, non sono efficaci come le sostanze naturali assunte attraverso i cibi.

A ciò va aggiunto che in caso di terapia oncologica l’assunzione di fibre potrebbe essere controindicata per cui andrebbe limitata. Per questo motivo è importante affidarsi ad un nutrizionista che definisca la migliore piramide alimentare per te.


Fonti:

 

Share.
Avatar

CONOSCIAMOCI MEGLIO

PROFESSIONE:
COMPETENZE: