RISPOSTE, IDEE E MOLTO ALTRO PER ME (E IL MIO TUMORE).

“DOTTORE MI FANNO MALE LE DITA”. I DOLORI ARTICOLARI E LA TERAPIA ORMONALE

0

In tante ci chiedete come gestire i dolori articolari causati dalla terapia ormonale. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Ricchini, oncologo e consulente in Terapia del Dolore e Cure Palliative presso l’Istituto dei tumori di Milano, che ci spiega perchè e come attenuarli.

 

I FARMACI RESPONSABILI

I farmaci “inibitori delle aromatasi” ovvero: letrozolo, anastrozolo ed exemestane utilizzati per la terapia ormonale possono causare differenti effetti collaterali.  In particolare si tratta di:

  • sudorazione e vampate
  • insonnia
  • sbalzi d’umore
  • osteoporosi
  • nella metà dei casi artralgie.

 

COSA SONO LE ARTRALGIE E PERCHÉ SONO UN PROBLEMA?

dolori articolari e terapia ormonaleLe artralgie, ovvero dolori articolari, costituiscono un serio problema per l’impatto negativo sulla qualità di vita e le difficoltà di trattamento.

Attività quotidiane come: lavare, stirare, cucinare, già di per sé poco allettanti, rischiano di trasformarsi in imprese ancora più ardue se complicate dal dolore. Anche uscire per una passeggiata in centro con le amiche, oppure il tragitto scrivania-bar in pausa pranzo in ufficio possono risultare percorsi in salita se accompagnati dal mal di piedi.

Inoltre, una terapia che causa dolore come effetto collaterale non viene di certo assunta volentieri, soprattutto se la durata prevista è di cinque anni. Può capitare così che ogni tanto se ne salti l’assunzione o addirittura che si chieda al medico di sospenderla.

 

QUALI ARTICOLAZIONI SONO COLPITE E QUANDO?

dolori articolari e terapia ormonaleLe artralgie colpiscono soprattutto le piccole articolazioni ovvero quelle di:

  • mani
  • polsi
  • piedi
  • caviglie
  • ginocchia spesso in modo simmetrico.

Al dolore vero e proprio si possono associare diffusa rigidità articolare, soprattutto al mattino, e dolori muscolari.

Il dolore può iniziare, in media, dopo un mese e mezzo dall’inizio della terapia ormonale. Tuttavia in alcuni casi si può sviluppare anche entro le prime due settimane o addirittura dopo oltre dieci mesi dall’inizio del trattamento.

E’ possibile che una terapia antalgica e corretti stili di vita (come vedremo più avanti) possano aiutare a controllare il dolore. Tuttavia è anche possibile che ci si debba convivere per tutta la durata del trattamento. Al termine della terapia con gli inibitori il dolore poi progressivamente può regredire.

 

QUALE È LA CAUSA DELLE ARTRALGIE?

Tutti e tre gli inibitori delle aromatasi (anastrozolo, letrozolo ed exemestane) possono causare dolori articolari, in egual misura.

Secondo le evidenze scientifiche il dolore sarebbe provocato da una riduzione dei livelli di estrogeni nel sangue a causa della terapia ormonale. Il meccanismo esatto per cui si sviluppa il dolore non è ancora noto ma esistono diverse teorie.

 

Si sa che gli estrogeni hanno proprietà antalgiche stimolando il rilascio di oppioidi nel midollo spinale.  Non a caso le donne riescono a tollerare il dolore del parto, proprio quando sono molto elevati i livelli degli estrogeni nel sangue.

Inoltre normalmente gli estrogeni tengono sotto controllo la risposta infiammatoria e quindi il dolore ma se il livello ormonale si abbassa il dolore aumenta.

 

QUALI SONO LE DONNE PIÙ A RISCHIO DI SVILUPPARE ARTRALGIE?

I fattori di rischio che possono predisporre alla comparsa dei dolori articolari sono diversi. Primi fra tutti:

  1. l’obesità (indice di massa corporea BMI > 30)
  2. il sovrappeso (BMI compreso tra 25 e 30)
  3. altri fattori di rischio sono costituiti dalla pregressa assunzione di contraccettivi e pregressi cicli di chemioterapia. Il motivo per cui questi fattori di rischio sono associati alle artralgie non è però noto ad oggi .

 

ESISTE UNA TERAPIA PER LE ARTRALGIE?

Se siete in terapia con gli inibitori delle aromatasi e i dolori articolari non si sono ancora presentati parlatene con l’oncologo. Chiedete conferma della possibilità che si sviluppino, così che anche lui sarà pronto per darvi consigli su come eventualmente gestirli.

QUALI TRATTAMENTI?

Al momento uno standard di trattamento non è ancora stato approvato. Probabilmente proprio perché i medici stessi hanno difficoltà a riconoscere le artralgie come effetto collaterale e quindi ne sottovalutano l’impatto sulla qualità di vita.

 

DOLORI ARTICOLARI: ALCUNE SOLUZIONI

L’unica terapia con un beneficio provato da studi clinici è l’agopuntura. Da diverso tempo, infatti, è usata per dolori articolari non correlati al tumore. Il meccanismo esatto con cui l’agopuntura agisca per le artralgie è ancora oggetto di studio.

dolori articolari e terapia ormonaleQuello che è certo è che non interferendo con i livelli ormonali non interferisce con l’effetto terapeutico degli inibitori delle aromatasi. Probabilmente l’effetto dell’agopuntura consiste nello stimolare il rilascio di oppioidi nel sangue e nel migliorare la circolazione.

Se il trattamento con l’agopuntura non fosse disponibile, parlatene con l’oncologo per valutare insieme terapie differenti.

In caso di artralgie lievi, cioè che non compromettono la vita quotidiana, potreste valutare con l’oncologo l’assunzione di vitamina D.

Ad esempio 50.0000 UI di vitamina D assunte una volta alla settimana per tre mesi.

 

In caso di dolore più debilitante ed intenso, l’oncologo vi potrebbe indirizzare verso un collega che si occupi di terapia del dolore.  Questo specialista rivaluterà l’intensità del sintomo con questionari ed interviste dedicate.

Con il terapista del dolore, o con l’oncologo stesso, se informato sul sintomo, si potrà valutare:

  1. una terapia con basse dosi di corticosteroidi. E’ stato valutato in diversi studi clinici che 5 mg di prednisone assunti una volta al giorno, già dopo una settimana possono alleviare le artralgie.
  2. una terapia con i farmaci analgesici ed anti-infiammatori più comuni (FANS, farmaci anti infiammatori non steroidei). L’ibuprofene, ad esempio, può essere utilizzato sebbene non con dimostrata efficacia.
  3. gli antidepressivi con effetto antalgico e gli oppioidi, in casi particolari di dolore intenso e refrattario ai FANS. In quest’ultimo caso meglio fare riferimento al terapista del dolore, per valutare insieme gli effetti collaterali e la durata della terapia.
  4. la sostituzione di un inibitore delle aromatasi con un altro inibitore o con il tamoxifene.  Quest’ultimo, pur essendo un antitumorale ormonale anti-estrogenico, agisce diversamente dagli inibitori delle aromatasi e con meno probabilità di sviluppo di artralgie.

 

I BENEFICI DELL’ATTIVITA’ FISICA

dolori articolari e terapia ormonaleNon dimentichiamo, infine, che l’attività fisica associata alle terapie citate può aiutare a prevenire la comparsa delle artralgie e limitarle se già presenti. Scegliete un livello di attività fisica adeguato alle vostre possibilità, ad esempio il nuoto, la biciletta, la ginnastica dolce oltre alle passeggiate.

 

DOLORI ARTICOLARI E TERAPIA ORMONALE: IN SINTESI

Le artralgie rappresentano un frequente effetto collaterale della terapia ormonale con gli inibitori delle aromatasi. Spesso viene sottovalutato con forte impatto sulla qualità di vita. E’ importante comunicare al medico oncologo la comparsa di questi disturbi affinchè vengano trattati, dall’oncologo stesso oppure dal terapista del dolore. In questo modo è possibile monitorare l’andamento della terapia antalgica.

 


Dott.ssa Francesca Ricchini – Medico oncologo, consulente in Terapia del Dolore e Cure Palliative

Ultimo aggiornamento 14/11/2017

Se hai trovato utile questo articolo e desideri supportare l’Associazione e il suo lavoro, sostienici :-)

Share.

CONOSCIAMOCI MEGLIO

PROFESSIONE:
COMPETENZE:

Comments are closed.