DRAGON BOAT: PAGAIARE PER STARE MEGLIO DOPO IL TUMORE

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Questa parentesi è dedicata al Dragon Boat, per raccontarvi perchè da qualche anno a questa parte si parla tanto di questa disciplina e di quanto sia benefica sia per lo spirito che per il fisico delle donne operate di tumore al seno.

LA LEGGENDA DEL DRAGON BOAT

DRAGON BOAT E TUMORE AL SENO: IL PROGETTO ”ABREAST IN A BOAT”

Oggi il Dragon Boat è uno sport che si pratica in tutto il mondo, con squadre sia maschili che femminili che gareggiano in competizioni nazionali e internazionali. Tuttavia è nel 1996 che, grazie al progetto “Abreast in a boat”, si inizia a parlare della rilevanza e degli effetti benefici per le donne operate di tumore al seno.

dragon boat e tumore

Dr McKenzie

Il progetto “Abreast in a boat” fu sviluppato da un gruppo di medici guidati dal dr. Mc Kenzie, specializzato in medicina sportiva e fisiologia dell’allenamento, presso il Centro di Medicina Sportiva dell’Università Britannica della Columbia.

Il suo scopo era quello di confutare la teoria secondo cui le donne operate di tumore al seno dovevano evitare le attività sportive ripetitive che coinvolgessero la parte superiore del corpo. Infatti, fino a quel momento si sosteneva che questo tipo di attività potessero favorire il linfedema, un doloroso e inabilitante rigonfiamento delle braccia e del torace conseguenza dell’intervento chirurgico.

Per provare la sua teoria il dr Mc Kenzie e il suo staff allenarono al Dragon Boat 24 donne che avevano subito un intervento chirurgico per tumore al seno. Le 24 donne 6 mesi dopo gareggiarono all’International Dragon Boat Festival di Vancouver e nessuna di loro ebbe problemi di linfedema. Nel 1997 nacque il movimento delle Breast Cancer Survivors, da allora sono centinaia le squadre in tutto il mondo, a testimoniare quanto questa disciplina sportiva sia efficace, sia dal punto di vista del recupero fisico che da quello psicologico, perchè cementa il lavoro di squadra nel perseguire un obiettivo comune.

DRAGON BOAT E BENEFICI NELLE DONNE OPERATE DI TUMORE AL SENO: LE EVIDENZE SCIENTIFICHE

Gli studi pilota condotti dal dr McKenzie dimostrano che durante e dopo l’esercizio fisico, il muscolo scheletrico sintetizza e rilascia una serie di molecole appartenenti alla famiglia delle citochine, di nome miochine, che esercitano i loro effetti sia per via sistemica che locale.

dragon boat e tumore

Abreast in a Boat

In particolare, modulano la risposta infiammatoria sistemica stimolando la produzione di citochine anti – infiammatorie, e inibendo la produzione del fattore di necrosi tumorale.

L’importanza di questa azione antinfiammatoria nelle donne operate di tumore al seno è interessante perché è in grado di attenuare significativamente alcuni sintomi e di migliorare la qualità della vita riducendo la fatica.
Lo studio eseguito conferma quindi che il muscolo scheletrico può essere considerato come un organo endocrino che produce e rilascia miochine, e sottolinea gli effetti benefici dell’esercizio osservati sulla salute dei soggetti.
I risultati di questo studio hanno permesso una maggiore comprensione degli effetti dell’attività sportiva sul muscolo scheletrico e la relativa induzione al rilascio di miochine in soggetti operati di cancro al seno. – Open Journal of Immunology, 2014, 4, 22-29 ;Published Online March 2014 in SciRes.

 

LE SQUADRE DI DRAGON BOAT IN ITALIA

La prima squadra italiana di Dragon Boat è nata a Roma nel 2003, dalla fondatrice Orlanda Cappelli, che ha dato vita alle Pink Butterfly. La squadra è composta da 45 donne tra i 22 e i 72 anni e testimonia in Italia e nel mondo che il tumore al seno deve necessariamente costringere le donne a un muto e compassionevole isolamento, ma si può trasformare in un’insperata opportunità di coraggio e di nuova vitalità.
Le Pink Butterfly aderiscono all’International Breast Cancers Paddlers’ Commission, commissione di riferimento per tutte le squadre di donne operate pagaiatrici.

dragon boat e tumore

Pagaie Rosa-Pink Butterfly

Dal 2003 a oggi grazie all’esempio delle Pink Butterfly di Roma, in Italia sono nate numerose squadre dal Nord al Sud: Roma, Firenze, Latina, Empoli, Torino, Catania, Cagliari, Milano, Pavia, Venezia, Jesolo-Cavallino, Chioggia, Padova, Mestre, Palermo e Civitavecchia. Puoi trovare tutti gli indirizzi nella sezione del sito intorno a te.

 

 

Onlus con sede a Roma e di cui le Pink Butterfly sono la squadra, si impegna per diffondere un messaggio di speranza e forza a tutte le donne operate di tumore al seno promuovendo l’informazione sull’argomento, realizzando progetti di studio insieme alla comunità medico-scientifica, organizzando convegni e eventi a carattere formativo e divulgativo e soprattutto sostenendo le donne nel loro recupero psico fisico.

In particolare collabora con l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – Istituto Dermatologico San Gallicano, l’Università di Tor Vergata, il Policlinico Umberto I, il Campus Bio Medico e con la Susan Komen Italia. Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati promossi degli studi al fine di verificare i benefici degli sport della pagaia, in particolare dragon boat, per le donne operate di cancro al seno.

Il 1° Studio è stato condotto tra il 2010 e il 2011 dal titolo “I benefici del dragon boat per le donne operate al seno: programma allenamenti e monitoraggio risultati “ ed ha confermato le evidenze emerse dallo studio staunitense.

Il 2° Studio è partito nel 2013 ed è tuttora in corso dal titolo “Il recupero postoperatorio della donna operata di tumore del seno: studio comparativo del processo di riparazione tissutale e del recupero funzionale dell’arto”

Un ringraziamento alla Onlus Pagaie Rosa per aver condiviso tutte le informazioni sul Dragon Boat.

 

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