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In questa parentesi parliamo di cicatrici, di come si presentano e da cosa dipenda il buon esito della loro guarigione.
Come sappiamo, le terapie oncologiche in molti casi prevedono l’intervento chirurgico per la rimozione del tumore. Purtroppo l’intervento insieme ai benefici, alcune volte può comportare anche qualche effetto collaterale indesiderato sull’area della pelle coinvolta.
L’integrità della cute e dei tessuti viene infatti alterata. Spesso possono presentarsi segni e sintomi come:
- dolore
- arrossamento
- sensibilità
- con il passare del tempo aderenze cicatriziali
- linfedema e conseguenti traumi psicologici.
Cosa fare prima dell’intervento?
L’esito di una cicatrice può dipendere da diversi aspetti come:
- una corretta profilassi adottata
- dalla mano del chirurgo
- dall’area trattata e dalla sua posizione
- dalla risposta del proprio corpo
- dall’età.
DI seguito alcuni consigli per prendersi cura della cicatrice prima dell’intervento
Routine quotidiana da 1 mese prima dell’intervento
Un consiglio prezioso è di dedicare attenzione quotidiana all’area che verrà trattata chirurgicamente.
La raccomandazione è di applicare una crema idratante e protettiva un mese prima dall’intervento. Questa routine favorirà un miglior esito cicatriziale ed estetico.
Quando vengono rimossi i punti e come si presenta la cicatrice dopo la rimozione del tumore?
I punti di sutura vengono rimossi dal chirurgo dopo circa una settimana dall’intervento. Il processo riparativo necessita di almeno 6 mesi di tempo e in questo periodo è necessario dedicare all’area trattata particolare attenzione. Di solito si raccomanda di non svolgere attività pesanti nell’immediato post operatorio. In generale è bene attenersi alle indicazioni del chirurgo.
Le cicatrici possono essere di tre tipi:
- la cicatrice Atrofica. Si presenta infossata rispetto all’epidermide. In questo caso il tessuto cicatriziale copre la ferita ma in modo non sufficiente per colmare completamente l’area danneggiata.
- la cicatrice Ipertrofica. Si presenta in rilievo rispetto alla cute circostante. Si forma a causa di un processo di guarigione complesso. Spesso presenta una colorazione bruna e si presenta più facilmente nelle aree della pelle sottoposte a tensione come per esempio le articolazioni. Compare di solito dopo alcune settimane dall’intervento.
- il Cheloide. Si presenta quando si ha un’eccessiva produzione di fibre collagene che portano la cicatrice ad estendersi oltre i limiti della ferita. Spesso viene confuso con la cicatrice ipertrofica. Di solito si forma in soggetti predisposti anche in seguito di piccoli traumi o lesioni superficiali. L’aspetto della cicatrice cheloidea è solitamente lucido, rilevato e liscio.
Cosa fare a casa dopo l’intervento?
Come abbiamo già detto, a seconda dell’area interessata e della sensibilità individuale il processo di cicatrizzazione potrà essere diverso da persona a persona. In generale, però, le cicatrici richiedono cure e attenzioni costanti.
Questo perchè la pelle con il tempo, se non viene trattata adeguatamente, può presentare retrazione e indurimento. La conseguenza è che la la cicatrice potrebbe quindi presentarsi meno piacevole da un punto di vista estetico.
Per questo il consiglio è, una volta ottenuto il consenso del chirurgo, di adottare una giusta routine di cura, che solitamente si può iniziare dopo 4/6 settimane dall’intervento.
IL CONSIGLIO
In aggiunta alla routine di cura quotidiana chiedete il parere del vostro chirurgo e se necessario di un medico estetico per controllare il processo di guarigione della cicatrice.
Ultimo aggiornamento il 29/01/2018
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Informazioni sull'autore
- Macchie della pelle durante la terapia oncologica: cosa sapere - 14/12/2023
- Cicatrici: come preparare la pelle prima dell’intervento - 07/02/2018
- Depilazione in follow up - 06/06/2017
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