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PRIMA E DOPO L’INTERVENTO AL SENO: LE DOMANDE AL SENOLOGO

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Prima di affrontare l’intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore al seno è utile porre delle domande al proprio chirurgo senologo. Sia per stemperare l’ansia, sia per chiarire dubbi relativi all’intervento e al decorso post operatorio.

Di seguito i botta e risposta per rispondere alle domande più comuni sull’intervento chirurgico al seno. Sia in caso di quadrantectomia che mastectomia monolaterale o bilaterale.

 

PRIMA DELL’INTERVENTO AL SENO

L’ospedale programmerà alcuni esami. Portate comunque tutta la documentazione pregressa, sia relativa al problema senologico che ad altre patologie (esempio, diabete, cardiopatie, etc).

Durante il pre ricovero, in day hospital, generalmente, secondo l’età o patalogie pregresse, saranno eseguiti:

  • esami del sangue
  • ECG
  • Rx torace
  • visita anestesiologica
  • eventuali ulteriori accertamenti a discrezione del medico.

IL CONSIGLIO IN PIU’

Suggerisco sempre di venire accompagnata agli incontri preoperatori. Sia per avere una mano nella gestione dei vari appuntamenti, sia per un sostegno emotivo. Ma anche per accertarsi di aver chiarito tutti i dubbi nel colloquio coi medici.

 

In base alla situazione individuale, vengono adottati 2 tipi di intervento per l’asportazione di un tumore al seno

1- La chirurgia conservativa, ovvero la quadrantectomia. In questo caso, idealmente, si divide il seno in 4 quadranti e si asporta solo l’area della mammella in cui è localizzato il tumore. Talvolta con la cute soprastante e con una parte del muscolo grande pettorale al di sotto della ghiandola. L’intervento dura circa un’ora, e generalmente è un intervento in day surgery.

2 – La chirurgia radicale. Ovvero la mastectomia mono o bilaterale, in cui si asporta tutta la ghiandola mammaria. L’intervento, comprensivo anche di ricostruzione chirurgica, dura circa 2 ore.

In entrambi i casi, se necessario, è possibile procedere contestualmente anche con chirurgia ricostruttiva e rimodellante per simmetrizzare i due seni. Solo in questi casi, prima dell’intervento si incontrerà anche il chirurgo plastico.

 

Nella maggior parte dei casi di intervento di mastectomia, viene messa in atto una procedura chiamata nipple sparing.

Questa prevede la conservazione del complesso areola/capezzolo. Naturalmente vanno analizzate le situazioni individuali e verificati alcuni criteri oncologici.

 

Esiste un rischio, seppur basso, di recidiva, circa di 1-2 % nell’arco di 5 anni. Questo rischio è uguale sia in caso di chirurgia conservativa che di mastectomia.

 

Il linfonodo sentinella e’ il linfonodo che per primo viene interessato dalle cellule tumorali. Permette di conoscere lo stato di salute di tutti gli altri linfonodi.

Si individua con linfoscintigrafia.

La tecnica del linfonodo sentinella ha rappresentato un passo avanti enorme nella chirurgia del tumore al seno. Si è passati da una chirurgia estesa, lo svuotamento ascellare o dissezione ascellare in cui si prelevavano 15/20 linfonodi, sempre e a chiunque, ad una chirurgia selettiva.

Questa tecnica permette di eliminare lo svuotamento ascellare in quelle donne con linfonodo sentinella negativo, cioè sano. Diminuiscono, così, moltissimo gli effetti collaterali, in primis la comparsa del linfedema, cioè l’ingrossamento del braccio. L’asportazione del linfonodo sentinella, infatti, impatta in maniera ridotta sulla comparsa del linfedema.

Adesso ci si spinge più avanti, perché è dimostrato che anche in presenza di un linfonodo sentinella positivo non c’è nessun vantaggio nell’andare ad asportare gli altri.

 

Tendenzialmente tutte le terapie oncologiche possono essere eseguite anche durante il periodo di gravidanza.

Da molto tempo, infatti, è noto che l’intervento chirurgico al seno durante il periodo di gravidanza è possibile e comporta dei rischi minimi. Inoltre a differenza di quanto accadeva in passato, in cui si procedeva sempre con mastectomia, oggi si sa che si può procedere anche con un intervento conservativo. Cioè di quadrantectomia, rimandando la radioterapia dopo la nascita del bambino.

 

Doccia: il consiglio è di fare la doccia la sera prima e anche la mattina dell’intervento, e di lavare accuratamente seno, torace e ascelle. Questo semplice accorgimento è in grado di ridurre in maniera importante il rischio di infezioni postoperatorie.

Depilazione: è obbligatorio depilare entrambi i cavi ascellari. I peli, infatti, sono fonte di infezione, possono ostacolare la completa visione della zona da incidere e interferire con la guarigione della ferita. La depilazione va eseguita con creme depilatorie la sera prima dell’intervento.

!Il rasoio a mano va evitato. Infatti, durante la rasatura, la cute può andare incontro a microlesioni potenzialmente sede di colonizzazione da parte di microrganismi.

Ciclo mestruale: se l’intervento fosse programmato nei giorni del ciclo mestruale non cambia nulla, non c’è nessun tipo di problema.

 

DOPO L’INTERVENTO AL SENO

Se l’intervento è eseguito in Day Surgery, ad esempio per quadrantectomia, è possibile uscire dall’ospedale in giornata, dopo che il medico avrà verificato le condizioni fisiche. Generalmente per questo tipo di intervento non si ha neanche la necessità di avere dei drenaggi.

Se invece l’intervento prevede un ricovero, di solito la dimissione può già avvenire 1 giorno dopo l’intervento. O 2 giorni dopo l’intervento nel caso sia stata eseguita una mastectomia con contestuale ricostruzione del seno.

!Dal momento della dimissione e durante le 24 ore successive all’intervento, è consigliabile rimanere sempre in compagnia di una persona adulta.

 

Salvo casi particolari, generalmente si utilizzano fili di sutura molto sottili di materiale riassorbibile per ottenere il miglior risultato estetico possibile. Non sarà quindi necessario rimuovere i punti.

!Potrete però trovare dei fili che escono dalle estremità della ferita. In questo caso non bisogna sfilarli, ma è possibile tagliarli nel punto di ingresso dopo 15 giorni dall’intervento.

 Ad ogni modo, alla dimissione un chirurgo dell’equipe controllerà la ferita e deciderà quando rivedervi. In genere il primo controllo avviene a 7-10 giorni dopo.

 

Solitamente si scopre il seno in ospedale con l’équipe medica. Questo serve a rendere meno difficile possibile il momento in cui vedrete il risultato dell’intervento.

Tra l’altro alcune donne dicono che si immaginavano un effetto molto più traumatico rispetto alla realtà.

 

Durante l’intervento per tumore al seno, potrebbero essere posizionati uno o più drenaggi per rimuovere l’eventuale eccesso di liquidi. I drenaggi potrebbero rimanere in sede per alcuni giorni dopo la dimissione.

In caso di quadrantectomia: generalmente per la quadrantectomia non è necessario l’uso dei drenaggi.

In caso di mastectomia e ricostruzione del seno: i drenaggi sono necessari. In entrambi i casi vengono rimossi ambulatorialmente dopo qualche giorno da valutare caso per caso a seconda della quantità di liquido drenato.

 

Già dopo poche ore dall’intervento chirurgico al seno sarete in grado di alzarvi da sole, potrete mangiare e riprendere una normale vita di relazione.

Il dolore postoperatorio viene generalmente molto ben controllato con farmaci di uso comune prescritti dall’anestesista immediatamente dopo l’intervento.

!Se doveste comunque avvertire dolore, non esitate a chiamare il personale medico o infermieristico perché non ha alcun vantaggio sopportare il dolore.

!Qualora il seno o la ferita diventassero gonfi, arrossati, o se avvertiste molto dolore, contattate il chirurgo per una visita di controllo.

 

Dopo l’intervento chirurgico, è normale avvertire una sensazione di disagio o di tensione nella zona operata. Durante l’intervento possono essere temporaneamente irritati alcuni fasci nervosi e ciò può provocare formicolii, prurito, intorpidimento o alterazione della sensibilità.

 

L’intervento al seno o ai linfonodi ascellari può comportare la difficoltà del ritorno della linfa del braccio al torace. La circolazione linfatica può essere agevolata attraverso il movimento.

Se necessari, gli esercizi di riabilitazione dell’arto superiore verranno iniziati dal primo giorno dopo l’intervento.

!In caso di mastectomia e di svuotamento ascellare: è sempre consigliato fare riabilitazione. Quindi è importante contattare un fisioterapista, qualora nel vostro ospedale non vi sia questa figura professionale, che vi spiegherà gli esercizi da fare a casa.

!Lo svuotamento ascellare può procurare dolore post operatorio che può anche diventare cronico.

Mentre l’asportazione del linfonodo sentinella di solito non crea problemi e permette di riprendere l’attività fisica rapidamente.

 

Non ci sono movimenti proibiti dopo un intervento di tumore al seno. Anzi, io spingo ogni donna a riprendere una vita normale da subito, anche facendo movimenti abituali. Come ad esempio prendere in braccio il proprio bimbo piccolo, fare attività fisica e lavorare.

!Tuttavia nella prima settimana dopo l’operazione è meglio evitare sforzi. Anche per guidare, bisogna aspettare qualche giorno, aver levato i drenaggi e sentirsi in grado di farlo, potendo fare dei movimenti fluidi per non creare pericolo a se stesse e ad altri.

Diciamo che, pur rimanendo una questione puramente individuale, entro 7-15 giorni la quotidianità ritorna completamente nella norma dopo una chirurgia conservativa.

Invece nel caso di mastectomia sono necessari circa 30 giorni.

 

Dopo un intervento chirurgico è possibile prendere il sole, evitando tuttavia l’esposizione diretta della ferita che altrimenti potrebbe scurirsi e formare un rilievo.

Se l’intervento è in procinto delle vacanze estive e andrete al mare. E’ consigliabile proteggere la ferita mettendo sotto il reggiseno una crema a protezione totale per circa 3 mesi dopo l’intervento.

 

Certamente. I normali esami diagnostici verranno fatti anche sul seno operato senza problemi.

In caso di mastectomia e di ricostruzione: la mammografia non viene fatta. Ma è sufficiente un’ecografia per tenere monitorata la situazione. In caso di necessità, si può fare anche una risonanza magnetica sul seno operato e con protesi.

 

In caso di quadrantectomia: ci può essere una piccola alterazione della sensibilità intorno alla zona della cicatrice. La possibilità di allattare in caso di gravidanza è del 25% poichè gli effetti della chirurgia e della radioterapia inducono a un’ipotrofia della ghiandola mammaria.

In caso di mastectomia: la sensibilità su tutta la regione mammaria, anche in caso di conservazione del complesso areola capezzolo diventa minima.

 

Qualora sia stata inserita una protesi o un espansore: sin dal primo giorno sarà necessario indossare un reggiseno contenitivo con allacciatura davanti. Questo aiuta a mantenere la protesi nella giusta posizione. L’allacciatura sul davanti non obbliga ad alzare e abbassare le braccia che i primi giorni potrebbero essere un po’ doloranti.

!Il reggiseno andrà indossato anche durante la notte per 30 giorni dopo l’intervento.

Se non è stata inserita una protesi o l’expander: si possono usare reggiseni senza ferretto e con protesi esterna da acquistare in negozi sanitari.

In caso di quadrantectomia: è sufficiente il reggiseno senza ferretti o un reggiseno sportivo solo di giorno. Va precisato, che si tende a sconsigliare il ferretto non perchè sia dannoso ma solo perchè essendo rigido può essere meno comodo.

 

La ferita chirurgica si rimarginerà già 24/36 ore dopo l’intervento. Quindi ci si può fare una doccia e lavarsi con sapone neutro già 36/48 ore dopo l’intervento.

! L’unica accortezza è di non fare bagni o saune, di asciugare bene la ferita e di coprirla con un cerotto sterile. Per un bagno prolungato, la sauna, bagno in piscina o al mare, meglio aspettare un ok da parte del proprio medico. Tendenzialmente dopo un mese dall’operazione e a guarigione completata.

 

Dopo un mese dall’intervento al seno, a guarigione completa si può tornare alle proprie abitudine sia in fatto di depilazione che di deodorazione.

! In caso di dissezione ascellare: essendo la zona più sensibile, sarà meglio usare tecniche soft per depilarsi per evitare traumi e prevenire eventuali effetti collaterali come il linfedema. Quindi, pur non essendo vietata la ceretta, meglio preferire altre modalità come ad esempio le creme depilatorie.


Oreste Davide Gentilini – Primario U O Chirurgia della mammella, Coordinatore Breast Unit San Raffaele, Milano

Ultimo aggiornamento 05/08/2017

 

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