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ATTENZIONE ALLO STRESS! RICONOSCERLO E’ IMPORTANTE

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Occuparsi della persona cara ammalata, cioè rivestire il ruolo di caregiver durante tutto il periodo di cure, è un lungo e incredibile percorso che, se da una parte regala momenti indimenticabili e gratificazioni anche impreviste, dall’altra mette a dura prova molte delle nostre risorse, causando stress. In questa parentesi ti proponiamo degli strumenti concreti per riconoscere situazioni di stress e depressione, per capire come reagire e gestirli.

 

TUTTO SOTTOSOPRA.
Infatti il tumore della persona cara mette a soqquadro tutto anche nella vita del caregiver: relazioni, famiglia, lavoro, tempo. Potreste trovarvi nella situazione di cercare un nuovo equilibrio, un nuovo modello organizzativo sia a livello familiare, relazionale che lavorativo e allo stesso tempo essere il supporto della persona di cui ci si prende cura, affrontando le stesse ansie preoccupazioni e paure.

IL SENSO DI COLPA IN AGGUATO.
In questo frangente così totalmente coinvolgente e potenzialmente destabilizzante la cosa più comune che capita è che il caregiver rivesta un ruolo a tempo pieno a disposizione della persona cara e si dimentichi di se stesso, rinunciando alla sua vita e alle sue necessità, a volte anche perché inconsciamente è vittima di schemi condizionanti, che lo farebbero sentire “egoista” nel caso si comportasse diversamente.

 

COS’E’ LO STRESS?

  • La tensione emotiva (distress)
  • il carico oggettivo (burden)
  • la preoccupazione (strain) per il proprio caro ammalato

Sono tutti quei fattori stressanti che mettono i caregiver a rischio di sviluppare sintomi psicofisici o malattie da stress cronico.

woman-piangeIl carico emotivo, fisico, organizzativo e di preoccupazione sono tali da poter essere fonte di stress cronico, ormai riconosciuto dalla comunità scientifica e soprattutto dalla psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) come possibile causa di alterazioni di sistemi complessi del nostro organismo.

La reazione del nostro sistema nervoso autonomo ad un evento stressante, o vissuto come stressante è un meccanismo protettivo ma se la causa perdura coinvolge il nostro sistema nervoso centrale, l’asse surrenalico, il nostro sistema immunitario provocando delle alterazioni dannose per il nostro organismo che possono presentarsi con comparsa di sintomi clinici come:

  • Maggiore suscettibilità ad ammalarsi per indebolimento del sistema immunitario
  • Aumento di peso e obesità che può incrementare il rischio di altre malattie (ipertensione, diabete, cardiopatie, ictus)
  • Maggiore rischio di malattie croniche
  • Diminuzione dell’attenzione e della memoria a breve termine

E’ importante quindi che il caregiver sia attento anche alla propria persona e soprattutto ad alcuni campanelli di allarme che, se riconosciuti, possono far correre ai ripari per poter continuare ad essere la presenza preziosa e attiva di cui la persona amata ha bisogno.

Come il benessere del caregiver ha una ricaduta positiva sull’ammalato, cosi anche un caregiver sotto stress può avere una ricaduta negativa sulla persona cara.

 

SEI STRESSATO?

Vediamo insieme alcuni campanelli di allarme:

SINTOMI DI STRESS

– Ansia, depressione, irritabilità
– Sentirsi stanchi
– Difficoltà a dormire
– Importanti variazioni del peso corporeo
– Comparsa di dolori muscolari e osteoarticolari
– Emicrania
– Sovra reazione alla minima sollecitazione
– Sentirsi sopraffatti, soli, isolati
– Insorgenza di problemi di salute
– Peggioramento di preesistenti problemi di salute
– Difficoltà a concentrarsi
– Sentimenti di risentimento e costrizione
– Bere, fumare o mangiare molto
– Ignorare le responsabilità
– Negarsi attività piacevoli

SINTOMI DI BURNOUT (esaurimento psicofisico)

– Avere meno energie di prima
– Avere frequenti sindromi da raffreddamento/influenzali
– Essere costantemente esausti anche dopo aver dormito o preso una pausa
– Negare i propri bisogni perché si è troppo occupati o non te ne importa più
– La giornata ruota solo attorno al caregiving ma senza soddisfazione
– Non riuscire a rilassarsi anche quando si un aiuto
– Essere impaziente nei confronti della persona cara
– Sentirsi senza aiuto e senza speranza

 

 

HAI FATTO IL TEST? ECCO ALCUNI CONSIGLI PRATICI PER LA GESTIONE DELLO STRESS

Una volta accertato di essere sotto stress, esistono terapie e strategie, riconosciute dalla comunità scientifica, per affrontare al meglio questa situazione.

 

STRESS: COSA FARE IN CONCRETO PER AIUTARSI?

  1. Fate attenzione ai sintomi che sono i primi campanelli d’allarme e sottoporsi a test specifici anche con test autosomministrati
  2. Parlarlatene con il vostro medico/o rivolgersi a un medico specialista che disporrà test e valutazioni clinico-diagnostiche e, se necessario vi presciverà una terapia farmacologica

    stress

  3. Chiedete aiuto nella gestione della persona cara (delegare e organizzare gli aiuti)
  4. Parlate di come vi sentite con amici fidati ma anche con un professionista
  5. Fate esercizio fisico quotidiano e/o attività di rilassamento/meditazione che aiutano a scaricare le tensioni, migliorano il tono dell’umore e producono neurotrasmettitori benefici
  6. Non trascurate riposo e alimentazione. In particolare evitate cibi spazzatura grassi e fritti, assumendo carboidrati, proteine animali e vegetali in quantità adeguata e molta frutta e verdura. Bevete molta acqua. Evitate cibi eccitanti.
  7. Prendete un po’ di spazio per se stessi e dedicarsi a una attività piacevole
  8. Fate to-do list per la routine quotidiana
  9. Parlarlatene al lavoro ed eventualmente usufruire del part time o di periodi aspettativa
  10. Informatevi di eventuali risorse a disposizione sul territorio e partecipare a gruppi di auto mutuo aiuto

 

PIU’ ATTIVITA’ INSIEME, MENO STRESS

stressCambiare le proprie abitudini e gli stili di vita in un frangente così complesso può sembrare troppo. Può però essere una buona opportunità apportare i cambiamenti positivi insieme alla persona cara poiché se condivisi sono più duraturi.
Alcuni suggerimenti:

  • Alimentazione: indirizzarsi verso un’alimentazione sana è importante anche per chi è in terapia oncologica, provate quindi a cucinare qualche nuova ricetta insieme
  • Attività fisica: una attività fisica adeguata è indicata anche per il paziente oncologico. Programmare dieci minuti di una attività fisica insieme può incentivare entrambi alla costanza.
  • Imparare a delegare: soprattutto nel lungo termine potrebbe aiutarvi, chiedere ad amici di sostituirvi in alcuni momenti della giornata, in modo da ritagliarvi più spazio per voi per ricaricare le pile. Inoltre, per la persona a cui volete bene può essere di stimolo a non isolarsi e ad accettare la compagnia
  • Individuate ed evidenziate insieme alla persona cara i successi della giornata

 


Dr.ssa Luisa Scaglia – Medico Chirurgo

Ultimo aggiornamento 28/08/2017

 

 

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