
I bimbi piccoli, che hanno bisogno di abitudini, possono essere destabilizzati dalla malattia della mamma. La Dr.ssa Michela Donini ci spiega come parlare di cancro ai bambini fra 0-3 anni affinchè si sentano rassicurati.
Bambini 0-3 anni: il loro mondo e l’impatto della comunicazione
I bambini così piccoli percepiscono i cambiamenti con una sensibilità molto accentuata e hanno infatti bisogno di ritmi e abitudini quotidiani regolari.
Ogni minimo cambiamento impatta notevolmente sulla loro quotidianità. Temono soprattutto di essere lasciati soli, di perdere la vicinanza delle persone significative (la mamma, il papà, i nonni…).
Alcuni consigli su come parlare di tumore
E’ fondamentale che gli adulti traducano in maniera comprensibile, in parole estremamente semplici quello che sta accadendo. Verosimilmente il bambino così piccolo non comprenderà a pieno il significato delle parole però ne coglierà il tono e potrà sentirsi rassicurato all’interno della relazione.
Consigliamo di:
- utilizzare vocaboli e immagini molto concrete
- ripetere più volte le parole e i termini che utilizzate
- guardare sempre il piccolo negli occhi, esprimergli che siete lì proprio per comunicare con lui, per aiutarlo a comprendere quello che sta accadendo.
Se il piccolo parla già, aiutatelo ad esprimere ciò che prova e rispondete alle sue domande.
Utile avvalersi del supporto di disegni da fare e colorare insieme, nei quali rappresenterete il racconto o il percorso di malattia nelle sue fasi attravero l’uso di immagini. Oppure di fiabe (lista a fondo pagina) che potrete raccontare al vostro bambino con l’obietttivo di rappresentare la storia ma anche di favorire l’emergere delle emozioni dei personaggi.
Sappiate cogliere i segnali di disagio
Da 0 a 3 anni, i bambini hanno varie modalità di esprimere disagio e sofferenza. Spesso viene espresso in forma clinicamente significativa, per cui potrete osservare per esempio:
- disturbi del sonno
- disturbi dell’alimentazione
- difficoltà a separarsi dalla mamma
Se il disagio dovesse manifestarsi in maniera pervasiva, non occasionalmente, e clinicamente significativa, necessiterà che vi rivolgiate al pediatra o psicologo infantile per comprendere al meglio cosa sta succedendo e per fornire al bambini il supporto di cui necessità per rasserenarsi di fronte alla malattia della mamma, perchè attraverso una sintomatologia il piccolo esprime la sua sofferenza.
Dr.ssa Michela Donini – Psicologa e psicoterapeuta
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BIBLIOGRAFIA
“Mamma Uovo. La malattia spiegata a mio figlio”, Marotta&Cafiero, 2015
“Il viaggio della regina”. Carthusia, 2015
“La vita inattesa. Quando i fumetti raccontano la malattia”. Rizzoli Lizard, 2014
“Mamma voglio che tu stia bene”, Humanitas, 2013
“Le fiabe per aiutare i distacchi della vita”, Franco Angeli, 2008
“Il bambino arrabbiato”, Oscar Mondadori, 2004
“La casa con tante finestre”, Carthusia, 2003
Informazioni sull'autore
- HO AVUTO UN TUMORE. ADESSO VOGLIO L’AMORE. - 08/02/2017
- Diagnosi di cancro: cosa dico ai miei figli? Introduzione - 06/04/2016
- Come parlare di cancro a un figlio adolescente - 06/04/2016
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