LA MIA PARENTESI TUMORE: UN PASSO DOPO L’ALTRO

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Questa parentesi tumore è dedicata a Letizia, che ha trovato nella scrittura la forza per affrontare la propria malattia e quella dei suoi cari. Vi lasciamo alla lettura della sua storia certi che, anche a voi, come a noi, verrà voglia di leggere il suo libro che proprio in questi giorni sta scalando le vette della classifca di Amazon! Grande Letizia :-)


 

parentesi tumore un passo dopoAvevo appena iniziato a scrivere un libro quando mi diagnosticarono il tumore ipofisario e vidi la maternità allontanarsi. Allora mi dissi che se non potevo fare la mamma, avrei generato un libro. Ci avrei provato almeno. Così cominciai a mettere nero su bianco la mia vita, a partire dall’infanzia vissuta insieme con Linda, più grande di me di 4 anni.

Lei è nata con un handicap. È non udente, e adesso ha una figlia di 10 anni, nata anche lei non udente. Linda e io abbiamo abitato nella stessa villetta bifamiliare e vissuto per più di vent’anni nelle stesse stanze, nello stesso cortile, così che la mia crescita è stata fortemente influenzata dal suo mondo, tanto silenzioso quanto ricco, dove la diversità fisica non è un muro che divide, ma un ponte che supera ogni differenza. Da Linda ho imparato che il linguaggio dei segni può esprimersi meglio di tante vane parole; ed è grazie a Linda che ho affinato la sensibilità verso gli altri e compreso che anche un handicap dal quale non si può guarire permette di vivere una vita piena e felice.

LA STRADA DELLA VITA NONOSTANTE LA MALATTIA

La diagnosi del tumore ipofisario per me fu uno shock. Tuttavia, dopo il primo momento di smarrimento capii che continuare a scrivere mi avrebbe restituito quel senso di normalità e di spensieratezza che stava venendo meno.

Certo, ogni malattia è tragica (perché all’inizio tutto lo è), ma in fondo dentro di me sapevo che dietro alla tragicità si possono nascondere tesori preziosi. Lo sapevo perché lo avevo già vissuto. Si trattava solo di ripercorrere quella strada che avevo fatto con Linda. Anche se non si è mai preparati abbastanza a una simile diagnosi, io cominciavo a sentirmi pronta. Conoscevo la sofferenza e l’accettazione; la gioia di vivere nonostante la malattia. Ne era un esempio vivente la mia cara Linda.

CAREGIVER TRA PERSONE DAL CUORE GRANDE

parentesi tumore un passo dopo l'altroQuesta consapevolezza mi ha aiutata anche quando Luca e mamma si sono ammalati e io mi sono trasformata in caregiver. Sì, mi sono detta, ce l’avrei fatta anche come caregiver. Anche in quella occasione le pagine del mio libro ebbero una battuta d’arresto. Ero sempre in ospedale dai miei cari. Non era faticoso.

Anche se provavo dolore nel vedere Luca e mamma con i postumi degli interventi chirurgici, mi sentivo a mio agio, l’ambiente mi era familiare, lo avevo frequentato assieme a Linda. Tante volte l’avevo accompagnata alle visite o alla logopedia e sapevo che negli ospedali non c’è soltanto sofferenza, ma anche tante persone dal cuore grande.

UNA PASSIONE DA CUI ATTINGERE ENERGIA

La situazione peggiorò quando anche mio padre fu ricoverato per un infarto e mio fratello per epilessia. Tutta la famiglia era in ospedale e questa volta rischiavo di non farcela né fisicamente né psicologicamente… l’ospedale mi avrebbe risucchiata.

parentesi tumore un passo dopo l'altroPer fortuna ebbi l’intuizione che se volevo essere una brava caregiver, dovevo avere dei momenti di ricarica personale, dovevo continuare a fare ciò che amavo, dovevo continuare a coltivare la mia passione. In altre parole, dovevo trovare del tempo da dedicare alla scrittura: sarebbe stato quello il serbatoio cui attingere energia.

Avevo scritto tanto, il libro era quasi pronto, c’ero quasi, perché fermarmi proprio adesso? Non mi lasciai scoraggiare, anzi decisi che nei momenti in cui i miei famigliari non avevano bisogno di me, avrei terminato il mio primo libro. E a dicembre del 2017 c’è l’ho fatta.

“UN PASSO DOPO L’ALTRO”: UN LIBRO CHE TRABOCCA DI SPERANZA

“Un passo dopo l’altro” è un inno alla vita, alla speranza e al coraggio. Perché non bisogna fermarsi soltanto al dolore nel percorso della malattia. Il dolore fa parte della vita e certi momenti sono davvero duri, è innegabile.

 

Ma, c’è un ma… Accogliere la sofferenza fa emergere la nostra vera essenza di persone combattive, capaci di reagire e di dare conforto anche agli altri, perché insieme si possa mettere il dolore fra parentesi e ricominciare a vivere.Il cancro distrugge la percezione del tempo. Ti rigetta nel passato con ciò che ti ha tolto. Ti rovina il futuro con le sue sentenze e i suoi limiti.

Ma se mettiamo il dolore tra parentesi, troviamo il tesoro dell’oggi: dove oltre alla malattia siamo altro, tanto altro, ciascuno con la propria unicità. E finché saremo vivi, lo potremo fare. E la gioia sarà immensa.

 

 


♥ Grazie Letizia

Ultimo aggiornamento 01/03/2018

 

 

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