RISPOSTE, IDEE E MOLTO ALTRO PER ME (E IL MIO TUMORE).

COME UNA BELLISSIMA CORDATA

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Questa parentesi tumore ci ha toccato, tanto, nel profondo. E’ una storia d’amore che come ci hanno insegnato i protagonisti parla di fiducia, desiderio e capacità di affidarsi: alla Vita, a Dio, agli altri, a se stessi, alla propria famiglia.

Parla di forza nel cercare ‘un senso’ nella propria nuova condizione, portare avanti se stessi con dignità, riconoscendo dignità proprio a quelle parti di sé più deboli, per farle diventare punti di forza nuovi.

Parla di bellezza, che risiede nel ricercare le ‘5 cose belle’ di ogni giorno e la sorpresa … di trovarne di più. Il ridere delle piccole cose, trasformando anche quelle negative. Il condividere, perché  “non si fa nulla da soli”. Il ‘fare ciò che si può, come meglio si può, accontentarsi ma senza mollare.’


 

Angelo, la moglie Mara e il figlio Davide si sono ritrovati di fronte ad una montagna difficile da scalare. La montagna si chiama Glioblastoma Multiforme, il più aggressivo dei tumori cerebrali. I nostri scalatori sono sostenuti da un campo base rappresentato da amici, volontari, religiosi e medici.

SCALATORI LEGATI SALDAMENTE L’UNO ALL’ALTRO

Angelo ha 53 anni quando gli viene diagnosticato un glioblastoma multiforme: uno shock anche per la moglie Mara che è al suo fianco. Dopo un lungo percorso di terapie i medici dell’Ospedale di Bergamo informano che, purtroppo, resta solo da tentare un trattamento immunoterapico e consigliano ad Angelo e Mara di accedere al supporto psiconcologico. Inizia così la seconda parte della scalata, all’ Istituto Besta di Milano.

Dall’inizio si era reso necessario trovare le parole per dire al 13enne Davide che cosa stava  accadendo al suo papà.

«Ora ci troviamo in un territorio nuovo», gli aveva spiegato la mamma, «e vedo soltanto due possibilità:

  • un pozzo profondo senza fondo, nero
  • una montagna immensa pericolosa da scalare. Ci sono scalatori, legati. Salgono in cordata. Sotto c’è il campo base fatto di amici, professionisti, medici, religiosi.

Dobbiamo scegliere.”

“La scalata, mamma.”

IN UN DISEGNO LA FORZA

parentesi tumore gliobastomaDavide è giovane, ma in grado di comprendere appieno la portata della malattia di suo papà.

La metafora della montagna da scalare lo aiuta e lo spinge a tradurre in immagini l’evento, quasi per renderlo un po’ più chiaro e un po’ meno spaventoso. Così prende foglio e matita e disegna la loro scelta!

L’espediente si rivelerà prezioso anche per papà Angelo, che comincerà a girare per l’ospedale con quel disegno che gli permetterà di accettare meglio la biopsia, la diagnosi e la cura.

Sì, quel disegno è stato il punto di forza di Angelo, che ha percepito chiaramente che non era  solo. Ha sentito che qualcuno stava scalando con lui e lui stava avanzando per se stesso e per i suoi compagni di cordata, primo fra tutti il figlio Davide.

L’IMPORTANZA DELL’AIUTO ESTERNO

Le tappe della scalata sono molto faticose. Un aiuto concreto arriva dai colloqui settimanali di counselling psiconcologico con Deborah, psiconcologa. Aiutano Angelo a sopportare le terapie e a mantenere vivido il rapporto con Mara e Davide.

Angelo lavora anche sull’accettazione della fase avanzata della malattia, riesce a entrare in contatto con le proprie emozioni e a gestire la rabbia, migliorando il rapporto con il tempo e recuperando le relazioni affettive.

Anche Mara viene sostenuta nel suo ruolo di  caregiver, grazie agli incontri con Milda, psicologa, che la supporta nell’accettazione dei propri limiti e della difficile situazione del marito.

La coppia è supportata anche da colloqui di sostegno alla genitorialità, in modo che anche Davide possa avere una sponda sicura, un aiuto in più per stare saldo in cordata.

Anche i medici e gli amici del campo base ottengono un aiuto da Francesca, psicoterapeuta. Perché “E’ importante cercare di essere un valido punto di appoggio e di partenza per la scalata di una montagna” sostiene Deborah e “Il campo base deve essere allestito in un contesto sentito come sicuro” aggiunge Milda.

“La fatica, fa parte della sfida, ma non può trasformarsi in disperazione e sconforto…impedirebbe di andare avanti”, sostiene Francesca.

parentesi tumore gliobastomaNella parentesi tumore di Angelo: «Più che la forza del corpo vince la forza dello spirito. Più della rabbia il riso.»

Il sentiero è difficile, la scalata è insostenibile, ma nonostante la fatica Angelo riesce a manifestare ciò che prova con estrema lucidità:

«Questo tumore non mi distrugge», dice, «mi ricostruisce. Sto meglio all’interno. È la strana verità…Mi sento strano, confuso, a volte perso, sempre più stanco, ma sto bene con me stesso e con gli altri… Mi sento accolto, coccolato, sostenuto, amato, accettato. Non ce la farei mai da solo… Ora ci vedo di meno, quasi nulla, il campo visivo è molto ristretto. Ma… è così, vedo meglio la vita intorno a me e in profondità. Ho il sostegno di una bellissima cordata, che è diventata una bellissima rete.  L’ho proprio sentita».

La scalata della montagna di Angelo e la sua cordata inizia a giugno 2015 e si concluderà nel giugno 2016. Un anno intenso. Eccezionale.


♥ Grazie ad Angelo, Mara, Davide e Deborah

Ultimo aggiornamento 25/06/2018

 

 

 

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